komorebi

CIAO! IO SONO LORREINE E SONO UNA LIFE & WELLBEING COACH. Curiosità, coraggio, passione ed empatia sono tra i tanti aggettivi, quelli che meglio mi descrivono. Amo l’avventura, la semplicità, l’umiltà, il rispetto, l’accoglienza e naturalmente la potenza maestosa e selvaggia della Natura.

Chi mi conosce bene sa che una delle mie maggiori passioni sono le lingue straniere. Questo
perché mi permette di comunicare ed è una delle cose a cui io do maggiore importanza nella vita. Per questo motivo sono sempre alla ricerca di parole nuove che non esistono nel mio vocabolario. Mi piace arricchirmi di nuovi significanti soprattutto se non convenzionali.

Grazie allo studio delle discipline di riconnessione profonda con la Natura ( che presto porterò in pratica anche per quelli che desiderano scoprire di cosa si tratta), ho scoperto una parola che per me è pura vita! .Comunicare per me non significa solo parlare ma sopratutto comprendere, quindi anche comunicare attraverso l’ascolto ma soprattutto l’ascolto del silenzio. Quale parola migliore potrebbe descrivere la pienezza di significati che si ascoltano guardando in silenzio il KOMOREBI?

KOMOREBI, ho conosciuto il significato di questa parola giapponese e me ne sono innamorata. Quanta poesia si racchiude in una parola? Quanti significati si racchiudono in essa?
Komorebi non è realmente traducibile in italiano proprio perché è una parola ricca di piccoli ma profondi significati. Io non conosco e non ho trovato nel nostro vocabolario una parola che potesse descriverla.

Non essendo quindi traducibile, KOMOREBI è una parola che bisogna sentire
con il cuore e leggere tra gli alberi. KOMOREBI È QUELLA LUCE SMORZATA CHE FILTRA ATTRAVERSO GLI ALBERI. 

È uno stato d’animo, un’atmosfera che è percepibile principalmente nei boschi. È un’atmosfera poetica, è come dovremmo iniziare a guardare il nostro mondo Naturale.
Durante le mie immersioni di Shinrin Yoku, questo stato d’animo è molto più intenso e può davvero portarti a raggiungere più facilmente la tua guida interiore.


Tu come descrivi il tuo stato d’animo quando vedi KOMOREBI?

ALLEATI ALLA BELLEZZA IMPERMANENTE DEL DOLORE PER CRESCERE


Sono sempre stata una persona molto riflessiva tendenzialmente filosofica. Ci sono alcune persone che ho incontrato nel mio cammino che alla fine di lunghe conversazioni ho esclamato “che bello filosofare insieme!” sembrava di rinascere a delle verità la quale bellezza era pura e impermalente! In realtà eravamo solo presenti e connessi alla vita. Per filosofare non è necessario definirsi o essere filosofi, bisogna semplicemente avere una visione poetica della vita e vedere oltre il visibile, oltre al razionale: connettersi con quella dimensione misteriosa che rappresenta il tutto e il niente: l’invisibile. L’invisibile porta in sé quella dualità necessaria per assaporare l’incontro tra il bene e il male, perché anche essi si incontrano come il giorno e la notte, la luna e il sole, l’amore e l’odio.

È proprio dentro questo sottile sottile spazio d’incontro che si conserva l’eternità e la bellezza impermanente delle cose, proprio come il fiore che porta in sé la sua bellezza proprio perché è impermanente.
In giapponese lo chiamano wabi-sabi.
L’invisibile è quel luogo dove scorre e palpita la vita, quel luogo dove scatta il concetto del tempo che in realtà è un concetto relativo, perché fino a che l’uomo non capisce che l’immortalità sta nell’anima e non nel corpo, si attaccherà a tutto ciò che è visibile.

TUTTI NOI O QUASI, AD UN CERTO PUNTO NELLA VITA, CI RITROVIAMO A VOLER FINALMENTE CRESCERE.


Sentiamo la necessità del cambiamento. Questa necessità pulsa, vibra dentro di noi e li, iniziamo a voler stravolgere tutto, a metterci alla prova, a ricominciare da zero. A volte però prima di fare quel passo, restiamo in bilico per tanto tempo come aspettando che qualcosa o qualcuno ci venga a prendere e ci accompagni in questo percorso, quindi restiamo trattenuti dalle paure legate alla mente, aspettando, aspettando, aspettando…. Fino alla morte dell’anima. Aspettare è giusto. Significa che la nostra anima non è ancora pronta a fare quel grande passo però non possiamo restare prigionieri della nostra paura. Bisogna saper aspettare con consapevolezza. La paura ci intorpidisce i sensi sottili e non ci permette di sentire, di raggiungere le nostre consapevolezze, le nostre verità. Queste consapevolezze sono dentro di noi dalla nascita! Emergono quando impariamo a lasciare andare le nostre paure.

E come si fa a lasciare andare le paure? Mi chiederete voi? Bisogna dialogare con loro e capire cosa vogliono dirci.
Solo in questo momento potremo maturare il fuoco vitale che ci permette di trovare il coraggio e la ragione di lasciare andare i fantasmi del passato; fare una bella potatura al nostro albero della vita, avvicinarsi alla morte (vista come la fine di un ciclo) e sbocciare in una grande ed
rinascita. Questo ciclo di morte e rinascita avviene diverse volte nella vita, è la tua anima che si risveglia! Più essa prende spazio dentro di te, più tendenzialmente saprai lasciare andare “le cose visibili” addosso e intorno a te.

Quando senti che hai bisogno di crescere, fallo! Fidati del tuo richiamo interiore , non avere paura del dolore perché è proprio attraverso il dolore che la tua anima vuole dirti che hai bisogno di crescere e risvegliarti! Il dolore è il tuo alleato! Amalo, ascoltalo, dialoga con lui e vedrai che il messaggio che ti vuole portare, è un messaggio d’amore.

Per fare questo hai bisogno di essere accompagnato da qualcuno che ti ascolta e che ti aiuta a far emergere il tuo vero sentire, le tue consapevolezze. Sii il rivoluzionario della tua vita!

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